LEGGE 29 APRILE 2024 N. 56 DI CONVERSIONE DEL DL 19/2024 (cd. DECRETO PNRR QUATER) RECANTE “DISPOSIZIONI URGENTI PER L’ATTUAZIONE DEL PIANO DI RIPRESA E RESILIENZA”-LE NOVITA’ DI INTERESSE GIUSLAVORISTICO

Lo scorso 30 aprile è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 29 aprile 2024 n. 56 di conversione del DL 2 marzo 2024 n. 19 (cd. Decreto Pnrr Quater) recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano di Ripresa e Resilienza”.

L’intervento normativo presenta diversi profili di interesse giuslavoristico riguardanti la disciplina del regime di responsabilità solidale tra committente e appaltatore, nonché alcuni aspetti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per ciò che concerne la prima tematica, il Decreto Legge n. 19/2024 aveva introdotto un nuovo comma 1-bis all’articolo 29 del D. Lgs n. 276/2003 volto a individuare il contratto collettivo applicabile in caso di appalto e subappalto.

La formulazione della norma, così come introdotta dal Decreto Pnrr, prevedeva che ai lavoratori impiegati in appalto e subappalto fosse riconosciuto un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto «dal contratto collettivo nazionale e territoriale maggiormente applicato nel settore e per la zona il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto».

I primi commenti al nuovo comma 1-bis, avevano immediatamente fatto emergere l’incertezza interpretativa determinata dal concetto di maggiore applicazione che andava a sostituirsi a quello della maggiore rappresentatività delle organizzazioni sindacali sottoscriventi il contratto collettivo, concetto già consolidatosi nella prassi legislativa e applicativa.

All’esito della conversione in legge ad opera della citata L. 29 aprile 2024 n. 56, il comma in esame è stato sottoposto ad importanti e sostanziali modificazioni. A partire dallo scorso 30 aprile, infatti, il comma 1-bis impone che «al personale impiegato in appalto di opere o servizi e nel subappalto spetti un trattamento economico e normativo complessivamente non inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale e territoriale stipulato dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, applicato nel settore e per la zona strettamente connessi con l’attività oggetto dell’appalto e del subappalto».

La nuova dicitura, se da un lato ha consentito di superare i dubbi interpretativi soprarichiamati, dall’altro continua a contemplare alcuni concetti forieri di altrettanta incertezza esegetica. Se da un lato, infatti, non sembrano sorgere particolari problematiche in relazione alla definizione dei contorni del concetto di “settore” in cui si inserisce l’attività oggetto dell’appalto o del subappalto, più opaco appare il riferimento al concetto di “zona”. Due le alternative interpretazioni individuate dai primi commentatori: zona intesa come attinenza meramente territoriale, ovvero zona individuata in base al rapporto tra contrattazione collettiva e presenza delle imprese su un determinato territorio. Sarà interessante vedere quale delle due opzioni interpretative verrà privilegiata sia in via negoziale che, in futuro, nell’applicazione giurisprudenziale.

Come anticipato, le novità hanno riguardato altresì la materia prevenzionistica. In particolare, il DL 19/2024, così come convertito dalla citata L. 56/2024, introduce l’obbligo, a partire dal 1° ottobre 2024 della c.d. patente a punti per imprese e lavoratori autonomi che effettuino lavori edili in cantieri temporanei o mobili di cui all’art. 89, comma 1, lett. a) del D. Lgs n. 81/2008.

La patente a punti, rilasciata in formato digitale dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, sarà un vero e proprio titolo abilitante, emesso con un punteggio iniziale di 30 crediti che consentirà ai soggetti autorizzati di operare nei cantieri temporanei o mobili ove siano in possesso di almeno 15 crediti. Questo punteggio si ridurrà in base alla gravità delle inadempienze, fino a un massimo di venti crediti in caso di infortunio mortale di un lavoratore.

Il rilascio della patente richiede che l’impresa richiedente soddisfi diversi requisiti, tra cui: l’assolvimento degli obblighi formativi previsti dall’art. 37 del Testo Unico sulla sicurezza per tutti i dipendenti, preposti e dirigenti; il possesso di un Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) valido e il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Rispetto a quanto previsto nel Decreto Legge, la legge di conversione ha escluso dall’ambito applicativo i soggetti che effettuano mere forniture o prestazioni di natura intellettuale. L’esclusione del possesso della patente a punti per le imprese in possesso dell’attestazione di qualificazione SOA (in classifica pari o superiore alla III) costituisce invece una conferma di quanto già statuito dal DL 19/2024.

© Copyright 2023 Studio Legale Del Re
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